Il Pinot Nero del Trentino

Pubblicato il: 03/04/2017

Da una “piccola pigna”, un grande vino. Ebbene sì, Cari Lettori, il nome Pinot deriva proprio dalla forma e dalla dimensione del suo grappolo d’uva avente acini così fitti da ricordare una piccola pigna.

I suoi estimatori e cultori attribuiscono al Pinot il ruolo di antesignano dell’attuale viticoltura europea moderna: numerosi studi sono stati intrapresi per analizzare, approfondire e meglio capire il processo di formazione delle più importanti varietà di vite. Attraverso l’analisi del DNA si è reso possibile decodificare il genoma della vite e ricostruire un vero e proprio albero genealogico viticolo.

In via approssimativa, l'origine del Pinot può dirsi collocata tra il III-IV secolo d.C., come documentato da uno scritto di ringraziamento dell’anno 312 d.C., destinato all’imperatore Costantino da parte degli abitanti della città di Autun. Nella testimonianza è citato un vigneto famoso per la sua qualità e ubicato nel pagus Arebrignus, nella Cote de Nuits. Solo nel 1800 fece spontaneamente ingresso in Italia. Dapprima, le viti crescevano in modo spontaneo e silvestre e solo con il passare del tempo furono coltivate dall’uomo.

Il fascino e la gradevolezza di questo vitigno, dai natali francesi, si possono altresì ammirare in Trentino Alto Adige, terra in cui il progetto Von Blumen, con sapiente maestria, produce un vino unico nel suo genere: il PINOT NERO – BLAUBURGUNDER.

Il Trentino Alto Adige occupa una posizione geografica esposta a Ovest (altitudine 300-400 m slm) decisamente favorevole per la produzione di vini di eccellenza. Il suo clima temperato nei mesi più caldi e la brezza di monte, che determina sbalzi termici tra il giorno e la notte, risulta simile a quello della Borgogna continentale, consentendo così una produzione di Pinot neri vinificati in rosso comparabile, per descrittori sensoriali, a quella francese.

Di ardua coltivazione e vinificazione, solo in pochi ne sanno apprezzare le più profonde qualità.

Ti senti preparato? Con intensità e raffinatezza scivolerà sul palato, e se ami accompagnarlo al cibo provalo con del capriolo in umido, dei frutti di mare in guazzetto e, perché no, con un brodetto.

“Mi son trentin, me pias el Vin”…. Non resta che degustare!!!

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